Dove lo scarto prende forma
Dare forma a
ciò che resta
Un percorso tra oggetti recuperati e trasformati. Ogni lavoro nasce da materiali reali e si sviluppa attraverso gesti semplici, relazione e partecipazione.
Ogni installazione è costruita a partire da oggetti trovati e riportati in uno spazio condiviso. Qui possono essere osservati, toccati e riorganizzati, diventando parte di un processo aperto. Il pubblico non è spettatore, ma parte attiva: ogni interazione contribuisce a ridefinire il significato dei materiali.
Da scarto a possibilità
"Everything Ends in the Sea" presentata a Bruxelles nel prestigioso Palazzo Charlemagne è una riflessione su come ogni gesto quotidiano trovi, prima o poi, una destinazione nel mare.
Oggetti comuni diventano tracce visibili di abitudini invisibili, riportate alla superficie.
Attraverso un’interazione diretta, il pubblico è invitato a riconoscere, toccare e ripensare il ciclo dei materiali.
Il mare non appare come lontano, ma come punto di ritorno di ciò che produciamo.
"Quando lo scarto non è la fine" è il sottotitolo dell’esposizione presentata al Museo Statale Omero. Una riflessione sull’evoluzione degli scarti, da quella normativa a quella materiale e culturale. Oggetti recuperati diventano strumenti per interrogare il nostro rapporto quotidiano con ciò che buttiamo. Attraverso un’esperienza diretta e partecipativa, il pubblico è invitato a toccare, osservare e riorganizzare la materia. Lo scarto smette così di essere un punto di arrivo e si apre come possibilità di trasformazione.
Attraverso un processo di recupero e rinascita tessile, i materiali esistenti trovano una nuova identià, fatta di creatività e consapevolezza. Ogni crezione racconta una storia diversa, dove stile e sostenibilità si intrecciano in una nuova trama
Con "Decorotto" ho dimostrato quanta voglia ci sia di tornare a "sporcarsi le mani". Una guida gratuita di decorazioni natalizie che viene scaricata anche in piena estate. Oltre 10 mila download e 6 milioni di visualizzazioni.
Che si tratti del primo incontro o di uno sguardo più consapevole, ogni installazione invita a osservare,
toccare e ripensare il ciclo degli oggetti, tra percezione, responsabilità e trasformazione.