Quello che c’è da sapere sul mio lavoro

About me

Quando lo scarto diventa qualcosa da affrontare

Lavoro con materiali reali recuperati dall’ambiente per creare installazioni partecipative che invitano le persone a confrontarsi con ciò che normalmente ignoriamo. Gli oggetti non sono simboli: sono tracce di abitudini, tempo e responsabilità.

Questo è uno spazio in cui l’arte non è pensata per essere osservata a distanza, ma per essere vissuta in prima persona.
Ogni lavoro nasce da oggetti quotidiani scartati, raccolti e reintrodotti in un nuovo contesto in cui possono essere toccati, spostati e reinterpretati.

Attraverso gesti semplici — ascoltare, maneggiare, riorganizzare — i visitatori diventano parte stessa dell’opera. L’obiettivo non è spiegare la sostenibilità, ma renderla concreta: spostare la percezione dello scarto da qualcosa di lontano a qualcosa di presente, familiare e condiviso.

Ogni installazione evolve nel tempo, trasformata dalle persone che la attraversano. Le idee vengono raccolte, i materiali cambiano forma e ciò che sembrava una fine diventa un nuovo punto di partenza.

chi sono?

Elisabetta Pennacchioni è autrice, divulgatrice ambientale e comunicatrice culturale italiana, impegnata da oltre un decennio nella promozione della sostenibilità, della circolarità dei materiali e dei comportamenti responsabili. 

È conosciuta anche per la sua attività editoriale nel campo della cucina vegetale (con il progetto “Ilgolosomangiarsano” di cui è co-fondatrice insieme a sua sorella Federica), con pubblicazioni dedicate a stili alimentari sostenibili e all’educazione al cibo come pratica ambientale e sociale, ambito in cui ha ottenuto il secondo posto al Premio Bancarella.

Nel tempo ha affiancato alla scrittura e alla divulgazione una pratica sempre più orientata all’esperienza diretta e alla partecipazione pubblica, sviluppando il progetto AcquaRandagia che trasforma il racconto digitale in azione concreta.

 Tra le esperienze più recenti, la selezione come finalista alla Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti (SERR 2025) e la partecipazione a iniziative legate al Patto Europeo per il Clima, tra cui un panel a Bruxelles dedicato alla sostenibilità alimentare.

 

La sua ricerca artistica si sviluppa oggi attraverso installazioni partecipative costruite a partire da oggetti recuperati, pensate per essere toccate, attraversate e modificate dal pubblico. In questi lavori, il rifiuto non è presentato come scarto ma come materia attiva, capace di generare consapevolezza, relazione e possibilità di trasformazione.

Dalla distanza al contatto

Lavoro con rifiuti reali raccolti sul campo eriportati in uno spazio condiviso, dove possono essere avvicinati, toccati e riconosciuti.

Un’esperienza aperta

Le installazioni non sono mai definitive: il pubblico può interagire, lasciare idee e riorganizzare i materiali, contribuendo alla loro evoluzione.

Materia, gesto, responsabilità

Gli oggetti sono tracce concrete. Attraverso gesti semplici, diventano strumenti per riflettere sul ciclo della materia e sulle nostre azioni quotidiane.